Da storie vere nasce “Le Strade hanno memoria”

La Vecchia dell’Aceto a Palermo è una storia realmente esistita che, tra cronaca e leggenda, continua ancora oggi a riaffiorare nelle strade della città. Da Giovanna Bonanno e dalla misteriosa Via Gioiamia nasce il primo racconto di Le Strade hanno memoria, la collana giallo-storico-investigativa ambientata nella Palermo di altri tempi.

Palermo, 1788

Nella Palermo di fine Settecento il nome di Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell’Aceto, rimase legato a una vicenda criminale destinata a entrare nella memoria popolare della città. Attorno alla sua figura, con il passare del tempo, cronaca e leggenda hanno finito per sovrapporsi, lasciando ancora oggi domande, racconti e suggestioni.

Tra i luoghi che hanno acceso la mia curiosità c’è Via Gioiamia, una strada reale di Palermo. Il nome esiste indipendentemente dalla vicenda della Bonanno, ma proprio questa vicinanza tra una storia tramandata, una donna che secondo il racconto popolare si rivolgeva alle mogli infelici con parole affettuose e una strada chiamata Gioiamia ha fatto nascere una domanda narrativa: e se dietro quel nome fosse rimasta, anche solo nella memoria della città, un’eco di quella storia?

Non è una verità storica che voglio dimostrare. È il punto in cui la documentazione lascia spazio all’immaginazione e dove, per me, naturalmente, comincia il racconto.

Quando una strada diventa indagine

È qui che entra in scena Anna Lombardo, la protagonista investigativa del racconto. Nella Palermo del 1788 non ha strumenti moderni, archivi digitali o prove scientifiche a cui affidarsi: ha soprattutto gli occhi, la memoria e la capacità di accorgersi di ciò che gli altri considerano insignificante. Oggetti, gesti, visite taciute, dettagli domestici e piccole contraddizioni.

Ho voluto costruire così il personaggio di Anna perché anche la città funziona nello stesso modo: Palermo non racconta tutto apertamente. Lascia tracce. Bisogna fermarsi, guardare una targa, entrare in un vicolo, chiedersi perché un luogo abbia proprio quel nome e provare a ricomporre ciò che il tempo ha separato.

in La Vecchia dell’Aceto, quindi, l’indagine di Anna non serve soltanto a cercare un colpevole. Diventa il modo attraverso cui il lettore entra nella Palermo del Settecento e comincia a distinguere ciò che appartiene alla storia, ciò che è diventato leggenda e ciò che nasce dalla mia invenzione narrativa.

La prima strada ha già cominciato a parlare

La Vecchia dell’Aceto – Via Gioiamia, Palermo, 1788 è il primo racconto di Le Strade hanno memoria e sarà presto disponibile online.

Ogni strada conserva qualcosa. A volte una leggenda. A volte un delitto.

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